L'AI Ha Ucciso il Colloquio Tecnico (e Nessuno Sa Come Sostituirlo)
Il 73% dei candidati passa i colloqui con AI nascosta, ma nessun intervistatore li becca. Dati, paradossi e i due mondi opposti di Meta e Google.
Alessandro Saiani
Human in the Loop

Il 97% degli sviluppatori usa AI al lavoro. Il 61% ne usa due o piu' contemporaneamente. Ma quando ti siedi al colloquio tecnico, ti dicono di spegnerla. Come testare un pilota vietandogli il cockpit.
Questo paradosso non e' una provocazione teorica. Sta spaccando l'industria in due. Meta ti mette Claude e GPT-5 dentro l'intervista e dice "usali tutti". Google riporta i candidati in ufficio perche' non si fida piu' di nessuno. Anthropic prima vieta l'AI, poi fa retromarcia pochi mesi dopo.
Nessuno sa cosa fare. E i numeri spiegano perche'.
I numeri del cheating: peggio di quanto pensi
Partiamo dai dati. Blind ha condotto una survey su 3.617 professionisti verificati negli Stati Uniti. Risultato: il 20% ha usato AI segretamente durante i colloqui di lavoro. Non per prepararsi β durante. Il 55% degli intervistati ritiene che sia "la nuova normalita'".
Ma il dato che fa davvero impressione arriva da un'analisi su 19.368 interviste tecniche condotte tra luglio 2025 e gennaio 2026: il 38.5% ha triggerato flag di cheating. E il trend e' in impennata β si e' passati dal 9% di luglio al 45% di settembre 2025.
Il sospetto e' diffuso anche tra chi assume. Il 59% dei manager pensa che i candidati usino AI per rappresentarsi falsamente. Il 65% dice di averli beccati β leggere da script AI, nascondere prompt injection nei CV, persino deepfake video.
E il costo? Il 23% dei manager riporta perdite superiori a 50.000 dollari nell'ultimo anno a causa di assunzioni fraudolente.
La smoking gun: lo studio di interviewing.io
Queste sono percezioni. Lo studio di interviewing.io e' un'altra cosa: un esperimento controllato dove candidati reali hanno usato ChatGPT durante colloqui tecnici reali, con il consenso dei ricercatori ma non degli intervistatori.
I risultati sono una bomba:
| Tipo di domanda | Pass rate con AI | Pass rate senza AI |
|---|---|---|
| LeetCode verbatim | 73% | 53% |
| LeetCode modificate | 67% | 53% |
| Domande custom originali | 25% | 53% |
Leggi bene l'ultima riga. Con domande custom β quelle scritte dall'intervistatore, non copiate da un database β il pass rate dei cheater crolla al 25%. Ben sotto la baseline. L'AI non solo non aiuta, ma peggiora la performance perche' il candidato perde tempo a promptare invece di ragionare.
Ma il dato piu' agghiacciante e' un altro: nessun intervistatore ha beccato i cheater. Zero. Nonostante il 72% si dichiarasse "fiducioso" nelle proprie decisioni di assunzione. E l'81% dei candidati cheater non ha avuto nessuna preoccupazione di essere scoperto.
Gli intervistatori credono di saper distinguere. Non e' vero.
Il trust gap speculare
Qui la faccenda diventa surreale.
Da un lato: 8 hiring manager su 10 dichiarano di usare AI nel processo di recruitment. Screening automatico dei CV, ranking dei candidati, analisi delle risposte. L'AI e' lo strumento con cui ti valutano.
Dall'altro: quasi 2/3 delle aziende vietano ai candidati di usare AI durante il colloquio. Lo strumento con cui ti giudicano e' lo strumento che ti proibiscono di usare.
Il paradosso si estende al lavoro quotidiano. Il 97% dei developer usa AI assistant. L'83% completa i progetti piu' velocemente con AI. Ma al colloquio, dichiarare che usi Cursor o Claude diventa un rischio β non un vantaggio. Brian Jenney la chiama "AI penalty": vieni penalizzato per usare gli stessi strumenti che l'azienda promuove per la produttivita'.
E i candidati lo sanno. Secondo Gartner, solo il 26% si fida che l'AI li valuti in modo equo. Il restante 74% sospetta β probabilmente a ragione β che il sistema sia sbilanciato.
Il dato piu' controintuitivo? Sempre dalla stessa ricerca Gartner: il 62% dei candidati e' piu' propenso a candidarsi se l'azienda richiede colloqui in persona. Non perche' amino viaggiare. Perche' il colloquio in persona li protegge da chi bara. I candidati onesti vogliono un campo di gioco dove il cheating sia impossibile.
Due filosofie opposte: Meta vs Google
L'industria si e' spaccata. E le due posizioni sono talmente distanti da sembrare due settori diversi.
Meta: "Non e' cheating, e' il lavoro"
A ottobre 2025, Meta ha lanciato un nuovo formato di colloquio che ha fatto rumore. Si chiama "AI-enabled coding": 60 minuti in CoderPad con un AI assistant integrato. Layout a tre pannelli β file explorer, code editor, AI assistant con le istruzioni. I modelli disponibili? GPT-4o mini, GPT-5, Claude Sonnet 4 e 4.5, Gemini 2.5 Pro, Llama 4 Maverick. Tutti. Scegli tu.
La filosofia e' esplicita. Il team recruiting di Meta lo dice senza giri di parole: "It's not 'cheating,' it's how the job is evolving."
I problemi sono piu' complessi delle tradizionali LeetCode medium β oltre 120 righe di codice. L'AI e' un moltiplicatore, non una scorciatoia. Quello che viene valutato e': come decomponi il problema, come prompta l'AI, come iteri sui risultati, come integri pezzi diversi. Il bar non si abbassa. Si sposta.
Nicholas O., software engineer su PL & Runtimes a Meta, lo spiega cosi': "L'AI ha cambiato fondamentalmente il modo in cui il software viene sviluppato. Il nostro colloquio AI-enabled e' una rappresentazione migliore del nostro lavoro e della nostra missione."
Google: "Torniamo in ufficio"
A febbraio 2025, durante un town hall interno, un dipendente Google ha chiesto: "Possiamo tornare ai colloqui in persona?"
Sundar Pichai ha risposto di si'. Nella podcast con Lex Fridman ha poi confermato: "Stiamo facendo in modo di introdurre almeno un round di colloqui in persona, per assicurarci che i fondamentali siano la'."
La logica e' opposta a quella di Meta. Non si tratta di integrare l'AI nel colloquio. Si tratta di eliminarla. Se metti il candidato davanti a una lavagna in una stanza fisica, con un intervistatore in carne e ossa, il cheating diventa strutturalmente impossibile.
McKinsey ha fatto la stessa scelta. Anche loro ritorno all'in-person, esplicitamente per combattere il cheating AI.
Brian Ong, VP Recruiting di Google, ha ammesso il trade-off: le interview online avevano ridotto i tempi di assunzione di quasi due settimane. Ma "mancano l'autenticita' delle valutazioni in persona."
Chi ha ragione? Entrambi, probabilmente. Meta ha ragione che il lavoro reale e' con l'AI. Google ha ragione che le competenze fondamentali vanno verificate senza stampelle. Il problema e' che nessuno ha ancora trovato come fare entrambe le cose.
Il caso Anthropic: il dietrofront piu' imbarazzante
Se cerchi la prova che nessuno ha le idee chiare, guarda Anthropic.
A febbraio 2025, Anthropic β l'azienda che produce Claude β vieta ai candidati di usare AI durante i colloqui. A maggio 2025, formalizza il divieto. La motivazione: valutare "personal interest" e "non-AI-assisted communication skills".
L'ironia e' densa. L'azienda che costruisce AI ti chiede di non usare AI. E' come se Ferrari ti dicesse di venire al colloquio in bicicletta.
A luglio 2025, retromarcia. Anthropic permette l'uso di Claude per preparare CV, cover letter e application. L'AI resta vietata durante assessment e live interview, salvo diversa indicazione. Ma il messaggio ufficiale adesso recita: "At Anthropic, we use Claude every day, so we're looking for candidates who excel at collaborating with AI."
Jimmy Gould, Head of Talent, prova a mettere una pezza: "This isn't revolutionary, but it's intentional." Tradotto: sappiamo che la posizione precedente era insostenibile, ma non chiamatelo dietrofront.
Quando il cheating diventa una startup da 120 milioni
La storia di Cluely e' il punto in cui questa vicenda diventa una satira che si scrive da sola.
Chungin "Roy" Lee, 21 anni, studente alla Columbia University, crea Interview Coder β un'app che prende screenshot dei problemi di coding durante il colloquio, li manda a un LLM e genera soluzioni in tempo reale, il tutto invisibile ai software di screen sharing.
Lee registra il suo colloquio con Amazon. Lo posta su YouTube. Riceve un'offerta (che rifiuta). Columbia lo sospende per un anno β lui lascia l'universita' e non ci torna piu'.
E qui la storia dovrebbe finire. Invece comincia.
L'app diventa Cluely. Ad aprile 2025 raccoglie 5.3 milioni in seed. A giugno 2025, Andreessen Horowitz (a16z) ci mette 15 milioni in Series A. Valutazione: circa 120 milioni di dollari. Per un tool che esiste esplicitamente per barare.
Lee dichiara 7 milioni di dollari di ARR a luglio 2025. A marzo 2026 β tre settimane fa β ammette pubblicamente di aver mentito sui numeri di revenue.
La meta-ironia e' perfetta. Un ragazzo crea uno strumento per barare ai colloqui. Il venture capital lo finanzia per oltre 20 milioni. L'azienda che esiste per barare, a sua volta bara sui propri numeri. Il fondatore stesso lo ammette.
Ma c'e' una frase di Lee che merita attenzione, al di la' della farsa: "Ero nel top 2% degli utenti LeetCode globali, e queste sono state probabilmente le 600 ore piu' miserabili della mia vita di programmazione."
Seicento ore di grind su problemi algoritmici astratti. Il formato era gia' rotto prima dell'AI. L'AI ha solo reso il problema impossibile da ignorare.
Cosa funziona davvero
Se le domande LeetCode standard sono morte e il colloquio remoto e' compromesso, cosa resta?
I dati dello studio di interviewing.io danno una direzione chiara: le domande custom β quelle non presenti in nessun database β abbattono il pass rate dei cheater dal 73% al 25%. L'AI e' fortissima sui problemi noti. Sui problemi nuovi, e' il candidato che deve ragionare. E se non sa farlo, si vede.
Ma la domanda custom e' solo un pezzo del puzzle. Diversi formati stanno emergendo, e i piu' promettenti hanno una cosa in comune: forzano il candidato a ragionare ad alta voce, in tempo reale, su problemi che l'AI da sola non sa risolvere.
System design interview. Progettare l'architettura di un sistema distribuito richiede discussione interattiva, trade-off sotto vincoli, decisioni che dipendono dal contesto. L'AI puo' suggerire componenti, ma la capacita' di navigare i compromessi β "se scala a 10x, dove si rompe?" β resta umana.
Pair programming con AI. Il formato Meta: ti danno l'AI e ti guardano mentre la usi. Non interessa se sai scrivere un binary search da zero. Interessa come decomponi il problema, come validi l'output, come iteri. E' il lavoro reale trasformato in assessment.
Code review di codice AI. Ti danno codice generato dall'AI β con bug, inefficienze, scelte architetturali discutibili β e ti chiedono di trovare i problemi. Secondo Stack Overflow, il 66% dei developer passa piu' tempo a fixare codice AI "quasi giusto ma non del tutto". Questa competenza e' diventata il lavoro quotidiano. Ha senso testarla al colloquio.
Agentic system design. Il formato piu' nuovo: progettare workflow multi-agent, con tool use, gestione degli errori, orchestrazione. Richiede conoscenza pratica di come funzionano gli agenti AI, non solo dei fondamentali di ingegneria del software.
Karat ha lanciato a dicembre 2025 le "NextGen Interviews": progetti multi-file complessi con AI assistant disponibile, ma un Interview Engineer live che sonda ragionamento e trade-off in tempo reale. Human-led, AI-enabled. E' probabilmente la direzione piu' sensata.
Il gap generazionale nascosto
C'e' un aspetto di questa storia che si discute poco.
L'AI non colpisce tutti i candidati allo stesso modo. Chi ha dieci anni di esperienza e usa l'AI come acceleratore puo' essere valutato sui fondamentali senza problemi β li ha. Chi ha due anni di esperienza e ha imparato a programmare con l'AI potrebbe non avere gli stessi fondamentali. Non per colpa sua: perche' il percorso formativo e' diverso.
Ne abbiamo parlato nell'analisi sul deskilling: lo studio Anthropic mostra che chi delega completamente all'AI capisce il 17% in meno del codice che produce. Il dato METR e' ancora piu' inquietante β il 30-50% degli sviluppatori nello studio si rifiutava di completare task senza AI.
Questo crea un problema specifico per i colloqui. Se vieti l'AI, penalizzi una generazione che ha imparato diversamente. Se la permetti, non sai se il candidato sa stare in piedi da solo quando il servizio va giu' alle 3 di notte e Claude non risponde.
La soluzione probabilmente non e' binaria. E' un colloquio a piu' fasi: una dove usi l'AI (per valutare come la usi), una dove non la usi (per valutare cosa sai fare da solo). Stripe, Coinbase e Airbnb si stanno muovendo in questa direzione β sfide di codice open-ended che riflettono il lavoro reale, alternando fasi con e senza AI.
Il paradosso di Karpathy applicato ai colloqui
Karpathy non scrive codice da dicembre. Lavora 16 ore al giorno con agenti AI. Quando l'agente fallisce, dice che il problema e' suo β il prompt, il contesto, le istruzioni. Lo chiama "skill issue".
Se anche Karpathy non scrive piu' codice, che senso ha un colloquio dove chiedi al candidato di scrivere un algoritmo su una lavagna?
Ma se il colloquio diventa "orchestra questi agenti", come valuti chi ha davvero capito l'ingegneria del software e chi sa solo promptare bene? Karpathy lo puo' fare perche' ha vent'anni di fondamentali alle spalle. Saprebbe scrivere quel binary search se servisse. La domanda e': il candidato davanti a te saprebbe?
Il report Karat 2026 aggiunge un dato: l'AI aumenta la produttivita' degli ingegneri del 34% in media, e il 73% dei leader dice che un ingegnere forte vale almeno 3x il suo compenso. Ma meno del 30% delle aziende sta aggiornando i propri assessment per riflettere questa realta'.
Il gap e' enorme. Stai cercando ingegneri che producono 3x il loro valore grazie all'AI, ma li stai valutando con un processo che l'AI l'ha appena reso obsoleto.
Cosa significa per te
Se stai per fare un colloquio β come candidato o come intervistatore β ecco cosa suggeriscono i dati.
Come candidato:
Preparati a entrambi gli scenari. Potresti trovarti in un colloquio dove l'AI e' benvenuta (stile Meta) o in uno dove e' vietata (stile Google). Devi saper usare l'AI bene e saper stare in piedi senza. I fondamentali non sono opzionali β sono il tuo paracadute.
Non barare. Non perche' sia immorale β anche se lo e' β ma perche' e' una strategia perdente. Se passi il colloquio con l'AI e non sai fare il lavoro senza, il problema si presenta al primo incident in produzione. "An LLM can help you pass an interview but can't help you be good at your job."
Sii trasparente sull'uso dell'AI. Il mercato si sta muovendo verso il formato Meta, non verso il formato Google. La capacita' di usare AI efficacemente diventa un asset, non una vergogna. Il premium salariale per developer competenti in AI frameworks e' del 15-25%.
Come intervistatore:
Smetti di usare domande LeetCode standard. Il pass rate dei cheater con domande verbatim e' del 73%. Con domande custom scende al 25%. Scrivi le tue domande. Ogni volta.
Aggiungi almeno un round in persona, o almeno un segmento dove il candidato ragiona ad alta voce in tempo reale. Il cheating tool non puo' simulare un dialogo interattivo su trade-off architetturali.
Considera il formato Meta per almeno un round: dai al candidato l'AI e guardalo usarla. Come prompta? Come valida? Come reagisce quando l'output e' sbagliato? Queste sono le competenze che ti servono, non la capacita' di scrivere un merge sort a memoria.
Non fidarti della tua capacita' di beccare i cheater. Lo studio di interviewing.io lo dimostra: gli intervistatori non li vedono. Progetta il processo in modo che il cheating sia strutturalmente inutile, non in modo che tu debba individuarlo.
La domanda aperta
Il colloquio tecnico come lo conosciamo β domanda algoritmica, 45 minuti, editor condiviso, niente internet β e' morto. L'AI lo ha ucciso come Wikipedia ha ucciso il quiz di cultura generale: non ha senso testare la memoria quando l'informazione e' istantaneamente accessibile.
Ma nessuno ha ancora trovato il sostituto definitivo. Meta e' piu' avanti di tutti, ma il loro formato funziona per Meta β un'azienda che puo' permettersi di progettare problemi custom da 120 righe e formare intervistatori ad hoc. Non scala a una startup da 15 persone.
Quello che sappiamo e' che la direzione e' chiara: meno "scrivi questo algoritmo" e piu' "risolvi questo problema con tutti gli strumenti disponibili, e spiegami come ci sei arrivato". Meno test della memoria, piu' test del giudizio. Meno valutazione del codice, piu' valutazione del pensiero.
E una cosa la sappiamo con certezza: se il 38.5% delle interviste triggerano flag di cheating e gli intervistatori non beccano nessuno, il problema non e' il cheating. Il problema e' il formato.
Fonti:
- Blind - 1 in 5 U.S. Professionals Secretly Use AI During Job Interviews (2025)
- interviewing.io - How Hard Is It to Cheat with ChatGPT in Technical Interviews
- CoderPad - AI in the Interview Is Not Cheating According to Meta
- Karat - Engineering Interview Trends 2026
- Fortune - Anthropic AI Ban Hiring Policy Change (luglio 2025)
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